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Sistemi agentici AI: best practice per la produzione

Punti salienti dell'articolo:
  • Due livelli: primary agent e subagent stateless
  • Subagent come funzioni pure senza memoria
  • Comunicazione strutturata con obiettivi e vincoli chiari
  • MapReduce per analisi su larga scala
  • Pipeline sequenziale per processi multi-step
  • Consensus pattern per decisioni critiche
  • Caching per prompt-hash e batching per efficienza
  • Monitoraggio: success rate, qualità, latenza ed errori
  • Retry e degradazione elegante per errori frequenti
  • Ridurre il contesto per aumentare prevedibilità
Sistemi agentici AI: best practice per la produzione

Introduzione

Sistemi agentici AI: sintesi pratica delle lezioni apprese da Shayan Taslim su UserJot per costruire agenti affidabili in produzione.

I sistemi agentici AI orchestrano agenti primari e subagent per automatizzare analisi e workflow con prevedibilità e scalabilità

Contesto

Shayan Taslim ha implementato agenti per analizzare feedback, generare changelog e scalare l'analisi utente. Dopo esperimenti con gerarchie complesse, l'approccio vincente è risultato semplice e misurabile.

Modello a due livelli

Un primary agent mantiene il contesto; i subagent sono funzioni stateless dedicate a compiti specifici

Perché funziona: mantiene visibilità, facilita il debugging e consente esecuzioni parallele affidabili

Principi chiave

  • Stateless by default: subagent senza memoria per garantire determinismo
  • Comunicazione strutturata: obiettivo, contesto limitato, formato di output e vincoli
  • Task decomposition: combinare pipeline sequenziali e map-reduce per efficienza
  • Fail-fast e degradazione elegante: provare alternative, restituire risultati parziali utili
  • Monitoraggio e metriche: success rate, qualità risposte, latenza, pattern di errore

Pattern di orchestrazione

I pattern pratici: pipeline sequenziale, map-reduce, consensus; evitare gerarchie profonde

  • MapReduce per analisi di massa (es. analisi di centinaia di feedback)
  • Sequential per report multi-step
  • Consensus per decisioni critiche con voting/merge

Gestione del contesto e limiti

Passare meno contesto possibile: isolamento completo o contesto filtrato sono preferibili alla finestra estesa di messaggi

Strategie: summary espliciti, contesto strutturato o reference passing per documenti

Performance e ottimizzazione

Usare modelli adeguati, batching, caching per prompt-hash e parallelismo controllato per ridurre costi e latenza

Error handling pratico

Implementare retry (network, rephrasing, modello alternativo), backoff esponenziale e ritorno di partial results con suggerimenti operativi

Conclusione

La sintesi: mantieni gli agenti piccoli e specializzati, evita lo stato nei subagent, monitora tutto e scala con parallelismo e caching; questi pattern hanno permesso a UserJot di passare a una beta in produzione

FAQ

Cos'è il minimo sistema agentico AI necessario?

Un primary agent che mantiene il contesto e un subagent che esegue il lavoro; partire da qui e aggiungere solo quando necessario

I subagent devono davvero essere senza memoria?

Sì: la mancanza di stato riduce i bug e rende i risultati prevedibili

Come gestire i rate limit con esecuzioni parallele?

Usa un rate limiter token-bucket che lanci agenti fino al limite e metta in coda il resto

Quale modello usare per il primary agent e per i subagent?

Primary: modelli più profondi per ragionamento; subagent: modelli rapidi e mirati in base al compito

Come testare i sistemi agentici AI?

Testa i subagent con input fissi, orchestra con risposte mock e test end-to-end su dataset limitati

Quanto contestò passare ai subagent?

Il principio è meno contesto possibile: summary espliciti o contesto strutturato quando necessario

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