Introduzione
Il reddito di base universale entra nel dibattito AI: può davvero arrivare a $10.000 al mese?
L’avanzata dell’intelligenza artificiale riapre la discussione sul reddito di base universale (UBI) come paracadute in un’economia dove i modelli generativi potrebbero superare l’uomo in molte mansioni. Un ex ricercatore di OpenAI, Miles Brundage, sostiene che la crescita abilitata dall’AI potrebbe rendere sostenibili pagamenti fino a $10.000 al mese, ben oltre gli importi tipici visti finora. I dati di esperimenti condotti in passato indicano che l’UBI non elimina la propensione a lavorare, ma migliora scelte, salute e stabilità. Restano, però, nodi politici e culturali: non siamo pronti a un mondo “post-lavoro” e il rischio di stagnazione sociale esiste senza un dibattito serio e regole adeguate.
Contesto
L’UBI assegna pagamenti ricorrenti agli adulti, indipendentemente da reddito e occupazione.
Da anni preoccupa l’ipotesi di disoccupazione di massa causata dall’AI. Già nel 2016 Sam Altman aveva riconosciuto il rischio e avviato un esperimento per valutare se l’UBI potesse mitigare alcuni effetti. Gli importi più comuni nei programmi UBI oscillano tra $500 e $1.500 al mese, spesso insufficienti a coprire spese essenziali in assenza di risparmi. In questo scenario, le posizioni di leader tecnologici variano: Elon Musk immagina l’automazione di tutti i lavori umani, mentre Bill Gates ipotizza settimane lavorative ridotte a due o tre giorni. Il filo conduttore è chiaro: l’AI potrebbe ridisegnare il rapporto tra lavoro, reddito e benessere, imponendo nuove risposte di policy.
Reddito di base universale e AI: cosa cambia
Brundage ipotizza UBI molto più generoso grazie alla crescita abilitata dall’AI.
Miles Brundage, già Senior Policy Advisor e responsabile del team AGI readiness in OpenAI fino al 2024, ritiene plausibile che, con l’AI a trainare la crescita economica, l’UBI possa arrivare a $10.000 al mese. Lo scarto rispetto agli importi tradizionali è netto e punta a misurare effetti più visibili su benessere e scelte lavorative. Lo stesso Brundage evidenzia che $1.000/mese è la soglia “politicamente” più fattibile oggi, mentre i $10.000/mese potrebbero diventarlo nei prossimi anni, qualora l’AI accelerasse realmente la produttività economica.
"Penso che un esperimento di UBI significativamente più generoso rispetto a quanto provato finora (ad esempio $10.000/mese vs $1.000/mese) mostrerebbe grandi effetti."
Miles Brundage, ex Senior Policy Advisor / OpenAI
"$1.000/mese è rilevante per ciò che è fattibile oggi a livello di policy. $10.000/mese è rilevante per ciò che potrebbe essere fattibile tra pochi anni con la crescita abilitata dall’AI."
Miles Brundage, ex Senior Policy Advisor / OpenAI
Il Problema / Sfida
Il rischio: disoccupazione e importi UBI troppo bassi per garantire stabilità.
Se l’AI generativa superasse l’uomo in molte attività, si profilerebbero milioni di perdite di lavoro. Importi UBI di $500–$1.500 non coprono, per molti, il costo della vita in caso di disoccupazione. La sfida è duplice: definire livelli di UBI realmente protettivi e preparare la società a un equilibrio diverso tra lavoro e reddito. Brundage avverte che non siamo pronti politicamente e culturalmente a un mondo con minore obbligo di lavorare, e che un passaggio “ingenuo” verso il post-lavoro può sfociare in stagnazione.
Evidenze dagli esperimenti UBI di Altman
Un test su larga scala indica che l’UBI non elimina la voglia di lavorare.
Nel progetto promosso da Sam Altman, 1.000 persone hanno ricevuto $1.000 al mese; un gruppo di controllo di 2.000 persone ha ricevuto $50. I risultati mostrano che la maggioranza dei destinatari ha continuato a lavorare, aumentando la spesa per bisogni primari (cibo, casa, trasporti). Sono cresciuti gli accessi a ospedali, specialisti e dentisti; si sono ridotti gli eccessi di alcol e droghe. Il benessere percepito è migliorato: meno stress e maggiore soddisfazione di vita. Alcuni partecipanti hanno scelto lavori meno pagati ma più autonomi o utili per entrare in un settore, mentre è aumentata anche l’imprenditorialità. In sintesi, l’UBI ha ampliato le opzioni senza spegnere l’attività lavorativa.
- Continuità lavorativa, nonostante il sussidio
- Più spesa per bisogni essenziali
- Migliore accesso alle cure e benessere
- Scelte lavorative più selettive
- Più iniziative imprenditoriali
Soluzione / Approccio
Sperimentare UBI più generosi per misurarne meglio gli effetti reali.
L’idea di Brundage è testare UBI molto più alti per valutare impatti su autonomia, salute, produttività e scelta del lavoro. La premessa è che la crescita trainata dall’AI possa rendere sostenibili importi finora impensabili. Tuttavia, l’adozione richiede un percorso politico e culturale: senza un disegno di policy chiaro, un’eventuale transizione verso minore lavoro rischia di essere destabilizzante. L’obiettivo non è abbandonare il lavoro, ma garantire resilienza economica mentre l’AI ridisegna i mercati occupazionali.
Rischi e limiti
Non siamo pronti a un mondo post-lavoro: servono dibattito e policy.
Brundage sottolinea che la società non è preparata a un obbligo di lavoro ridotto da AI e AGI. Senza regole e confronto pubblico, si rischia stagnazione “alla WALL-E”. L’urgenza è integrare l’UBI in un quadro di lungo periodo che tuteli opportunità, dignità e dinamismo economico, evitando effetti collaterali indesiderati.
"Non siamo preparati politicamente, culturalmente o in altro modo, e questo deve entrare nella conversazione di policy. Un passaggio ingenuo verso un mondo post-lavoro rischia la stagnazione della civiltà (vedi: WALL-E) e serve molto più pensiero e dibattito."
Miles Brundage, ex Senior Policy Advisor / OpenAI
Conclusione
L’UBI può diventare un pilastro nell’era dell’AI, ma servono test ambiziosi e scelte politiche ponderate.
Le evidenze disponibili mostrano che un reddito di base universale ben progettato migliora benessere e possibilità senza spegnere il lavoro. Se la crescita abilitata dall’AI si materializzerà, importi più elevati potrebbero essere realistici. La direzione è promettente, ma la transizione richiede preparazione istituzionale e sociale.
FAQ
Il reddito di base universale può arrivare a $10.000/mese grazie all’AI?
Secondo Miles Brundage è plausibile con crescita abilitata dall’AI nei prossimi anni. Dipende da produttività e scelte di policy.
Cosa ha mostrato l’esperimento UBI di Sam Altman nell’ambito AI?
1.000 persone con $1.000/mese hanno continuato a lavorare, aumentando spesa essenziale, accesso alle cure e benessere rispetto al controllo.
L’UBI scoraggia il lavoro nei modelli di AI e AGI?
Nei test citati, la maggioranza ha continuato a lavorare. Alcuni hanno scelto occupazioni più adatte o avviato imprese.
Quali importi UBI sono comuni oggi nella ricerca AI?
Tipicamente $500–$1.500/mese, spesso insufficienti per coprire spese in caso di perdita del lavoro.
Quali rischi cita Brundage per un mondo post-lavoro dell’AI?
Non siamo preparati politicamente e culturalmente; una transizione ingenua può portare a stagnazione sociale.
L’AGI può rimuovere l’obbligo di lavorare per vivere?
Brundage ritiene che AI e AGI potrebbero ridurre l’obbligo, ma non siamo pronti e servono nuove policy.